giovedì 5 aprile 2018

WORLD CAFE'


Chi siamo? Da dove veniamo? Dove stiamo andando ? Ma soprattutto, quale sarà il nostro futuro, quali saranno le nostre esigenze in prospettiva, tra qualche anno?

Sì, conosco l’obiezione a chi pretende di intuire il futuro: nel lungo periodo, saremo tutti morti, come diceva l’economista. Ma lo statista invece ci deve perlomeno provare, ad ipotizzare gli scenari che verranno e ad impostarne le scelte già nel presente.

Per questo scopo sono stati predisposti gli STATI GENERALI DEL SOCIALE. So che si tratta di una locuzione altisonante, di quelle che inducono allo sbadiglio, al voltare foglio, quelle cose che si leggono ma di cui immediatamente dopo non ci si ricorda nulla. Purtroppo, in tanta parte del paese, nell’italica apatìa divanifera gli unici sussulti dell’animo vengono dal pruriginoso, dallo scontro becero, dal pecoreccio, dalla contrapposizione calcistica o dall’esterofilia da social network. Tutto il resto è noia.

Diventa difficile tenere l’attenzione del lettore parlando di cose “normali”, a maggior ragione quando le stesse paiono concetti di difficile apprendimento. Bisognerà usare parafrasi che semplifichino, che elementarizzino il concetto, lo rendano digeribile agli stomaci meno allenati.

E siamo qui. Gli STATI GENERALI DEL SOCIALE, parlandone come ad un bambino della scuola elementare, sono in estremissima sintesi una serie di SONDAGGI sulle RICHIESTE e sulle PROPOSTE della popolazione, fatti su un campione che sia rappresentativo, cioè che sia composto da categorie di persone più varie possibile.

Questo è un pò il sunto dell’incontro che i Comitati di Quartiere hanno avuto oggi con rappresentanti dell’Amministrazione, dei servizi sociali, del Consorzio Socio Assistenziale. E’ stato il preavviso di una campagna, da portare all’interno dei quartieri, per andare a sentire di persona dalla popolazione quali sono le esigenze attuali e quali pensano potranno avere in futuro. Quali sono le richieste ed i suggerimenti che ognuno sente di poter dare all’Amministrazione ed ai servizi sociali, per affrontare i problemi che ci potrà portare il futuro.

Praticamente (proseguiamo nella semplificazione) come se fosse una delle nostre normali assemblee di quartiere. Come quando si viene, si incontra l’Amministrazione, gli si fa presente quale è il cartello da ripristinare, quale il tombino da sistemare, quale è il rappezzo dell’asfalto da eseguire; in modo similare, si viene, anziché l’Amministrazione si trovano i rappresentanti dei servizi sociali, anziché i rappezzi gli si presentano quali sono le reali necessità delle propria esistenza e di quella del quartiere, le situazioni critiche, gli si danno suggerimenti o consigli per quelli che pensiamo possano essere i problemi del futuro.



Quello che cambia è il metodo. Non una sala con cinquanta sedie tutte rivolte verso un tavolo dei relatori, come nelle nostre normali assemblee. Ma un sistema usato anche in molte altre assemblee sia nel pubblico che nelle aziende private: il WORLD CAFE’ (sì, un po’ di esterofilia rimane, in fondo viviamo nel nostro tempo). Nel WORLD CAFE’ il pubblico si siede a più tavoli, in cui c’è un moderatore – relatore che raccoglie i pareri di tutti i seduti a quel tavolo, in relazione ad un preciso argomento.

Ognuno dei seduti a questo tavolo può dire la sua opinione, che viene raccolta dal moderatore. Dopo un certo tempo prestabilito, in cui tutti riescono a dire la loro opinione se lo vogliono, i partecipanti cambiano di tavolo, e vanno a sedersi ad altri tavoli in cui si dibatte di un altro argomento (ma sempre inerente ai servizi sociali) e altri vengono a sedersi qui, dicendo anche loro quel che pensano dell’argomento di cui si discute in questo tavolo.

Praticamente si raccolgono le opinioni ed i suggerimenti di tutti (tutti quelli che le vogliono dire) a più riprese, e su più argomenti. Sistema più veloce e più coinvolgente del semplice consultare tutti i presenti uno per volta singolarmente.

Il WORLD CAFE’ è ad indicare un tavolo di discussione come quello del bar, in cui tra una consumazione e l’altra ognuno parla con gli altri delle proprie e delle comuni necessità. Ed infatti è prevista la somministrazione, se non proprio di caffè, almeno di dolci o altri generi di conforto (esclusi superalcolici).

Tutta la mole dei dati raccolti verrà poi elaborata in più riprese per fornire, a chi deve impostare le scelte future, un quadro realistico della situazione, delle necessità e delle tendenze in atto. Ma questa parte esula da un successivo apporto dei quartieri. Il nostro compito nel breve, entro aprile – inizio maggio sarà quello di organizzare questi incontri tra popolazione e servizi sociali, all’interno delle nostre sedi, invitando un campione rappresentativo della popolazione. Ovvero un campione che contenga giovani ed anziani, lavoratori dipendenti e partite iva, commercianti ed agricoltori, classi agiate e situazioni di povertà, uomini e donne, cacciatori ed animalisti, insomma lo yin e lo yang, oltre alla via di mezzo, dei nostri quartieri.

Sapendo come è difficile entusiasmare la popolazione ad ogni incontro che viene organizzato, fin da ora mi premùro di invitare non solamente una rappresentanza composita e ben assortita, ma la intera popolazione del quartiere a questo futuro incontro al WORLD CAFE’, anche se non ne abbiamo ancora stabilito la data. Spero che così facendo, sul totale qualcuno verrà, e se siamo fortunati anche una rappresentanza che sia abbastanza disomogenea. L’organizzazione aveva pensato di accorpare i quartieri con meno popolazione; probabilmente si farà come sovente accade nelle assemblee, mettendo insieme Piana Biglini e Scaparoni, se non addirittura anche il Mussotto. L’idea era di arrivare a fare quattro massimo cinque incontri relativi ai nove quartieri di Alba, ma per i particolari potremo essere più precisi nei prossimi giorni.

L’importante era di cominciare ad accennare questa cosa che ci hanno assicurato essere già passata sui giornali locali; ma che io, uomo del mio tempo, non ho affatto notato. Sorry.

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