martedì 8 maggio 2018

Stati Generali del Sociale - World Cafè


Come già avevamo descritto nella nota World Cafè (https://www.facebook.com/notes/comitato-quartiere-piana-biglini-alba/world-cafe/931692190342348/), nel mese di maggio si terranno gli incontri nei quartieri per conoscere le opinioni, le esigenze, i suggerimenti e i consigli della popolazione riguardo alle tematiche dello stato sociale.

Il nostro quartiere, accorpato con quello di Scaparoni e del Mussotto, si troverà MERCOLEDI’ 30 MAGGIO alle ore 21.00 nella palestra del centro sportivo Saglietti (ex Koala) al Mussotto. Ho già provveduto ad invitare alcuni residenti di cui conoscevo la propensione a voler esprimere la propria versione del mondo e del futuro; resta inteso che quelli di voi che hanno piacere di partecipare sono ben accetti, anzi il loro apporto sarà prezioso per le finalità dell’iniziativa.

Nelle intenzioni, i partecipanti dovrebbero essere circa un centinaio; immagino che almeno una cinquantina saranno del quartiere Mussotto, mentre per i restanti... io e il presidente di Scaparoni contiamo sul vostro aiuto per fare sentire la voce, le esigenze e il pensiero degli abitanti delle nostre realtà periferiche. Chi di voi intende partecipare, cosa di cui lo ringrazio, mi può contattare e dirmelo, così che possa sapere quanti saremo.

Non abbiate paura di venire a dire la vostra opinione; è una di quelle rare occasioni in cui qualcuno ne terrà conto.

lunedì 30 aprile 2018

Q U A R T I E R I A D I


Sta per tornare, inserita nella festa del quartiere san Cassiano, la seconda edizione delle Quartieriadi. Si tratta di una competizione goliardica sportiva-culturale tra i 9 quartieri di Alba, fatta per sorridere e, in fondo, anche per mantenere un sano spirito campanilistico.

L’anno scorso, complice forse una data non ideale (in concomitanza con il raduno annuale dei soci della Banca d’Alba), la competizione si è svolta tra due soli quartieri, San Cassiano e Scaparoni. Avevo pubblicato un post (https://www.facebook.com/notes/comitato-quartiere-piana-biglini-alba/la-prova/758566860988216/) per suscitare tra gli abitanti del nostro quartiere una voglia di competizione ed uno spirito di appartenenza; purtroppo i miei quattro lettori, probabilmente settati in modalità divano, non hanno trovato interessante l’argomento. Ma, in fondo, non eravamo che uno dei 7 quartieri assenti.

Quest’anno la manifestazione ritorna, ed è stata programmata in modo da non coincidere con altri eventi, per la domenica 20 maggio. Già dall’inizio dell’anno San Cassiano ha annunciato l’iniziativa, e altri quartieri hanno già dato la loro disponibilità a partecipare. Dovrebbe a breve iniziare una campagna informativa per invogliare i residenti dei quartieri sia a partecipare che ad assistere all’evento. Invito anch’io da queste colonne i nostri abitanti a prendere in considerazione entrambe le possibilità. 

Per fare capire chiaramente di cosa si tratta, inserisco il link (https://drive.google.com/open?id=1Q2LJciEIZlZ22_ZIrVQMP1gzTs-g5Cs5) di un video che ho girato l’anno scorso, relativo alla prova “sportiva”, un percorso da eseguire nel minore tempo possibile. La seconda parte della competizione (quella “culturale”) consisteva nel risolvere quesiti di enigmistica; la somma dei punteggi conseguiti nelle due prove concorreva a formare la classifica finale.

Se qualcuno dei miei quattro lettori vuole partecipare, o conosce qualche suo vicino di casa o amico (residente nel quartiere) che lo voglia fare, può contattarmi e mettiamo assieme una rappresentativa del quartiere che vada a tenere alto il nome (ma soprattutto a divertirsi) del quartiere. Mentre chi vuole semplicemente fare da spettatore è fin da ora invitato ad ognuna delle manifestazioni comprese nella Festa del Quartiere San Cassiano, di cui le Quartieriadi del 20 maggio sono solamente uno dei molti eventi.

mercoledì 11 aprile 2018

'L SUFA' NT'EL FUSA'

Venghino siori venghino, da questa parte. Ancora per poche ore, prima del ritiro, potrete godere del privilegio di una full immersion nella natura, pur restando comodamente seduti sul proprio divano.



Come alle Maldive, potrete sorseggiare un cocktail, facendo conversazione, piacevolmente immersi a metà in un confortante, rinfrescante ambiente liquido. Approfittàtene.
 

'L SUFA' 'NT'EL FUSA'.

E' un ossimoro di quelli che colpiscono, come "la cattedrale nel deserto" o come "una nave in un bosco". Ed infatti l'immagine ha una sua suggestione.

Ma soprattutto impressiona constatare come si possa fare uno sforzo notevole per caricarsi un divano, portarlo a spasso per la campagna e poi scaricarlo dentro ad un fosso, quando magari il centro ecologico è molto più vicino e più comodo.

...mah....  Misteri dell'animo umano....

giovedì 5 aprile 2018

WORLD CAFE'


Chi siamo? Da dove veniamo? Dove stiamo andando ? Ma soprattutto, quale sarà il nostro futuro, quali saranno le nostre esigenze in prospettiva, tra qualche anno?

Sì, conosco l’obiezione a chi pretende di intuire il futuro: nel lungo periodo, saremo tutti morti, come diceva l’economista. Ma lo statista invece ci deve perlomeno provare, ad ipotizzare gli scenari che verranno e ad impostarne le scelte già nel presente.

Per questo scopo sono stati predisposti gli STATI GENERALI DEL SOCIALE. So che si tratta di una locuzione altisonante, di quelle che inducono allo sbadiglio, al voltare foglio, quelle cose che si leggono ma di cui immediatamente dopo non ci si ricorda nulla. Purtroppo, in tanta parte del paese, nell’italica apatìa divanifera gli unici sussulti dell’animo vengono dal pruriginoso, dallo scontro becero, dal pecoreccio, dalla contrapposizione calcistica o dall’esterofilia da social network. Tutto il resto è noia.

Diventa difficile tenere l’attenzione del lettore parlando di cose “normali”, a maggior ragione quando le stesse paiono concetti di difficile apprendimento. Bisognerà usare parafrasi che semplifichino, che elementarizzino il concetto, lo rendano digeribile agli stomaci meno allenati.

E siamo qui. Gli STATI GENERALI DEL SOCIALE, parlandone come ad un bambino della scuola elementare, sono in estremissima sintesi una serie di SONDAGGI sulle RICHIESTE e sulle PROPOSTE della popolazione, fatti su un campione che sia rappresentativo, cioè che sia composto da categorie di persone più varie possibile.

Questo è un pò il sunto dell’incontro che i Comitati di Quartiere hanno avuto oggi con rappresentanti dell’Amministrazione, dei servizi sociali, del Consorzio Socio Assistenziale. E’ stato il preavviso di una campagna, da portare all’interno dei quartieri, per andare a sentire di persona dalla popolazione quali sono le esigenze attuali e quali pensano potranno avere in futuro. Quali sono le richieste ed i suggerimenti che ognuno sente di poter dare all’Amministrazione ed ai servizi sociali, per affrontare i problemi che ci potrà portare il futuro.

Praticamente (proseguiamo nella semplificazione) come se fosse una delle nostre normali assemblee di quartiere. Come quando si viene, si incontra l’Amministrazione, gli si fa presente quale è il cartello da ripristinare, quale il tombino da sistemare, quale è il rappezzo dell’asfalto da eseguire; in modo similare, si viene, anziché l’Amministrazione si trovano i rappresentanti dei servizi sociali, anziché i rappezzi gli si presentano quali sono le reali necessità delle propria esistenza e di quella del quartiere, le situazioni critiche, gli si danno suggerimenti o consigli per quelli che pensiamo possano essere i problemi del futuro.



Quello che cambia è il metodo. Non una sala con cinquanta sedie tutte rivolte verso un tavolo dei relatori, come nelle nostre normali assemblee. Ma un sistema usato anche in molte altre assemblee sia nel pubblico che nelle aziende private: il WORLD CAFE’ (sì, un po’ di esterofilia rimane, in fondo viviamo nel nostro tempo). Nel WORLD CAFE’ il pubblico si siede a più tavoli, in cui c’è un moderatore – relatore che raccoglie i pareri di tutti i seduti a quel tavolo, in relazione ad un preciso argomento.

Ognuno dei seduti a questo tavolo può dire la sua opinione, che viene raccolta dal moderatore. Dopo un certo tempo prestabilito, in cui tutti riescono a dire la loro opinione se lo vogliono, i partecipanti cambiano di tavolo, e vanno a sedersi ad altri tavoli in cui si dibatte di un altro argomento (ma sempre inerente ai servizi sociali) e altri vengono a sedersi qui, dicendo anche loro quel che pensano dell’argomento di cui si discute in questo tavolo.

Praticamente si raccolgono le opinioni ed i suggerimenti di tutti (tutti quelli che le vogliono dire) a più riprese, e su più argomenti. Sistema più veloce e più coinvolgente del semplice consultare tutti i presenti uno per volta singolarmente.

Il WORLD CAFE’ è ad indicare un tavolo di discussione come quello del bar, in cui tra una consumazione e l’altra ognuno parla con gli altri delle proprie e delle comuni necessità. Ed infatti è prevista la somministrazione, se non proprio di caffè, almeno di dolci o altri generi di conforto (esclusi superalcolici).

Tutta la mole dei dati raccolti verrà poi elaborata in più riprese per fornire, a chi deve impostare le scelte future, un quadro realistico della situazione, delle necessità e delle tendenze in atto. Ma questa parte esula da un successivo apporto dei quartieri. Il nostro compito nel breve, entro aprile – inizio maggio sarà quello di organizzare questi incontri tra popolazione e servizi sociali, all’interno delle nostre sedi, invitando un campione rappresentativo della popolazione. Ovvero un campione che contenga giovani ed anziani, lavoratori dipendenti e partite iva, commercianti ed agricoltori, classi agiate e situazioni di povertà, uomini e donne, cacciatori ed animalisti, insomma lo yin e lo yang, oltre alla via di mezzo, dei nostri quartieri.

Sapendo come è difficile entusiasmare la popolazione ad ogni incontro che viene organizzato, fin da ora mi premùro di invitare non solamente una rappresentanza composita e ben assortita, ma la intera popolazione del quartiere a questo futuro incontro al WORLD CAFE’, anche se non ne abbiamo ancora stabilito la data. Spero che così facendo, sul totale qualcuno verrà, e se siamo fortunati anche una rappresentanza che sia abbastanza disomogenea. L’organizzazione aveva pensato di accorpare i quartieri con meno popolazione; probabilmente si farà come sovente accade nelle assemblee, mettendo insieme Piana Biglini e Scaparoni, se non addirittura anche il Mussotto. L’idea era di arrivare a fare quattro massimo cinque incontri relativi ai nove quartieri di Alba, ma per i particolari potremo essere più precisi nei prossimi giorni.

L’importante era di cominciare ad accennare questa cosa che ci hanno assicurato essere già passata sui giornali locali; ma che io, uomo del mio tempo, non ho affatto notato. Sorry.

domenica 25 marzo 2018

B R O N X


Quando capita di vedere certe immagini in TV, nei reportages giornalistici, ci paiono cose sì impressionanti, ma lontane, improbabili nelle nostre realtà.

Quando invece le vedi di persona, e si trovano a pochi metri dal tuo ambito, dalla tua casa e dalla tua famiglia, ti risultano, oltre che impressionanti, pericolose sia socialmente che sanitariamente, e urgentemente necessarie di soluzione.

Avevo già sentito parlare della situazione del palazzo di via Garelli n° 3; l’unico caseggiato, tra i quattro che formano la zona delle case popolari, che non è abitato e che appartiene non all’ATC ma ad un privato cittadino. Ne avevo sentito parlare come di un luogo in cui, in assenza di controlli, persone senza fissa dimora bivaccano dappertutto, senza alcun rispetto per la proprietà e per le strutture.

Ieri ho partecipato con altre persone ad un sopralluogo, in rappresentanza del quartiere, invitati dal proprietario dell’immobile. Penso che qualcuno di voi abbia già visto sui giornali on line il resoconto fotografico della visita: diverse testate giornalistiche erano presenti. Mi aspettavo una situazione di degrado, di abbandono, di danneggiamento; ed in effetti questa è appunto la situazione che abbiamo potuto constatare. Ma oltre alle strutture vandalizzate, alle suppellettili asportate, agli impianti danneggiati, il nostro disgusto è andato crescendo man mano che ci addentravamo nei locali.








In ogni camera cumuli di immondizia mischiati a giacigli composti di stracci e lordume. Dappertutto sporcizia e rifiuti. Gli infissi scardinati, i vetri in frantumi, piastrelle divelte. Ogni parte di impianto asportabile, sparita. Ai piani più bassi, dei radiatori in ghisa sono rimaste solo le mensole di appoggio. E poi, l’orrore supremo per chi certe cose le vede solo in televisione: su un innocente, banale asse da stiro, l’armamentario per iniettarsi la droga: cucchiai, accendini , lamette e quant’altro serva allo scopo. Nelle cantine il consueto accumulo di materiale in cui si fatica a distinguere ciò che è immondizia dai giacigli improvvisati; e poi, in una accezione forse più snob, una tenda da campeggio montata in un garage, a proteggere la privacy. All’ingresso, citofoni distrutti; ogni serratura, ogni chiusura messa in atto per impedire l’accesso, divelta e bypassata. L’unica cosa che non è stata rubata, anche se facilmente asportabile, la bacheca con il regolamento di condominio; forse contenente argomenti troppo indigesti, troppo inconciliabili con l’ ”etica” dei vandali.


Ora per il nostro quartiere non è importante sapere di chi sia la colpa, di chi le mancanze, di chi la responsabilità; anche perchè da sempre, in questa nostra Italia, le responsabilità non sono mai di nessuno, o perlomeno il loro accertamento è paragonabile ad una fatica di Sisifo. Ora è importante che la situazione cambi in fretta, perchè questo fabbricato è una mina vagante sia dal punto di vista sociale che sanitario; tanto per gli abitanti degli altri fabbricati del complesso, come per la intera popolazione del quartiere. Nel brevissimo termine, per cercare di mettere una pezza, è assolutamente inderogabile una sorveglianza accurata del fabbricato, per evitare che si continui con questo andazzo. E poi per dare una soluzione definitiva al problema, auspichiamo che anche questo fabbricato, come gli altri tre, venga preso in carico dall’ATC, destinandolo ad essere abitato da sane, normali famiglie regolari che contribuiscano in questo modo a rafforzare il controllo del territorio. Un fabbricato vuoto, impossibile da chiudere per le reiterate intrusioni, rappresenta una tentazione troppo forte per i malintenzionati.

Non vogliamo che il nostro quartiere, un tempo tranquilla e sonnacchiosa frazione rurale, diventi il “Bronx” dell’albese. Chiediamo con forza che tutti quelli che hanno voce in capitolo facciano tutto quello che è in loro potere per risolvere questa situazione, senza rimpalli, prima che l’esasperazione della popolazione porti a conseguenze incontrollate.