giovedì 30 giugno 2016

A.A.A. ECOVOLONTARI CERCASI

Questo pomeriggio si è tenuto il primo incontro tra Amministrazione, CoABSeR e mondo del volontariato per presentare e promuovere la figura dell’EcoVolontario.

Si tratta delle nuove impostazioni sulla raccolta rifiuti che entrano in vigore dal primo luglio di quest’anno.

Oltre alla razionalizzazione dei calendari ed alle novità che già vi avevo presentato in post precedenti, si vuole introdurre la figura dell’ecovolontario: una figura che, opportunamente formata, potrà sensibilizzare il resto della popolazione sui temi della ecocompatibilità, della raccolta differenziata, del recupero dei materiali, dell’educazione civica legata al tema dei rifiuti e dell’ambiente.

Si è cominciato a sensibilizzare e ad informare le associazioni di volontariato, quelle culturali, i quartieri e i borghi, allo scopo sia di fare conoscere la figura dell’ecovolontario, sia di iniziare a raccogliere le prime timide ed incuriosite adesioni. Nelle intenzioni del progetto, l’ecovolontario dovrà avere due campi di azione principali: la formazione dei cittadini di domani, fin da piccoli nelle scuole elementari, per insegnare il modo giusto di rapportarsi con la produzione, la raccolta ed il recupero dei rifiuti; e la presenza fisica sul territorio, per dare la consapevolezza dei corretti atteggiamenti alla popolazione, svolgendo un ruolo di controllo, di indirizzo e di aiuto per una adeguata azione di raccolta e recupero.

L’ appassionata e coinvolgente introduzione dell’ing. Carini sulle linee generali del progetto ha positivamente contagiato l’uditorio. Trapelava dall’esposizione un entusiasmo trascinante che trovava riscontro nell’attenzione dei rappresentanti delle associazioni. Il concetto che una partecipazione più allargata e consapevole di tutta la popolazione, oltre che dare lustro alla città può significare minore aggravio di spesa per il contribuente ha fatto presa sul pubblico presente.

E’ stato molto convincente il concetto usato come esempio, quello della spazzatura delle strade. Il nostro comune ha una spesa annuale per questa voce di 1.000.000 € (un milione di euro). E’ stato calcolato che un terzo di questa spesa non sia eliminabile (tipo foglie o sabbia), ma che per i due terzi sia dovuto ad atteggiamenti sbagliati della popolazione (chi butta le carte per terra, le cicche o altro). Correggere, evidenziare, informare (perché no, educare) a comportamenti più civili può fare risparmiare molta parte di quei due terzi di milione. Soldi che pagheremmo tutti quanti noi.

Entrando nei dettagli pratici, si vorrebbe iniziare a settembre la formazione di questo drappello di ecovolontari, organizzando due pomeriggi dedicati allo scopo. In uno si cercherebbe di fare conoscere bene ai volontari le linee guida della raccolta, dello smaltimento e del recupero dei vari materiali riciclabili. Nell’altro si cercherebbe di affinare le capacità espositive dei volontari, l’addestramento ed i segreti del rapportarsi con un uditorio, con un interlocutore, per essere più persuasivi possibile, senza scivolare nell’autoritarismo ma cercando di incuriosire ed appassionare la controparte.

Ovviamente per partire con la formazione bisognerà avere trovato un congruo numero di ecovolontari, traguardo che ci si prefigge di ultimare entro la fine di luglio. Si è parlato genericamente, tanto per dare un numero indicativo, di un centinaio di volontari. Attenzione, ribadisce l’ing. Carini, “volontari, non missionari”. Non c’è la pretesa di imporre discipline e calendari con delle rigidità impossibili da rispettare, specie per chi fa volontariato anche in altri ambiti (visto che poi gira e rigira i volontari sono sempre gli stessi, fanno parte di più associazioni ma sono sempre gli stessi individui di buona volontà). Si è parlato di riconoscimenti anche solo simbolici ma moralmente appaganti, anche se questa parte è ancora da definire (penso però che nel moralmente appagante non sia contemplata l’udienza privata con il pontefice, o l’invito a pranzo al quirinale, magari sarà più facile una dotazione di divisa, con tanto di logo, che ha sempre il suo  fascino; in ogni caso, la consapevolezza di partecipare ad una iniziativa lodevole, e la riconoscenza della popolazione e dei contribuenti).

Spero di avervi allettati abbastanza da trovare anche nel nostro quartiere qualcuno che abbia piacere di diventare un ecovolontario, di fare qualcosa di giusto e di utile per la sua città. Io stesso, contagiato dall’entusiasmo dei relatori, sono seriamente tentato di dare la mia disponibilità per questo progetto. Non mi ricordo dove l’ho letto, ma mi sembrava di ricordare che alla 5° adesione a progetti di volontariato, che per loro natura sono gratis et amore, si conseguiva un bonus, si aveva diritto finalmente a un lavoro vero, retribuito, con tanto di cartellino da bollare e busta paga, pagato con soldi veri, di quelli che si possono anche usare per fare la spesa. Sapete, per chi è in mobilità (suo malgrado) da quasi tre anni, è una tentazione irresistibile… Ormai sono a quattro, con il comitato di quartiere, i volontari della parrocchia, il circolo ACLI, il direttivo della Fidas… Se a Piana Biglini c’erano i borghi, magari ci sarei già arrivato, ma ora con l’ecovolontario posso fare 5 e verificare…

A parte gli scherzi, e l’agrodolce sapore della vita, vi rinnovo l’invito. Chi è interessato, incuriosito, affascinato da questa prospettiva o dal giubbottino con il logo degli ecovolontari si faccia avanti e contatti il Comitato di Quartiere o se vuole,  direttamente la ditta Stirano o il CoABSeR o l’Amministrazione comunale. Siete i benvenuti. Farete qualcosa di bello e di utile. E se sarete convincenti, a medio termine i risultati si vedranno, e magari i benefici si rifletteranno anche sulle future bollette TARI di tutti noi…


N.B. Alla riunione è stato distribuito materiale informativo, come alle precedenti che ci sono state. Non ho ancora avuto il tempo, causa altri e diversi impegni (volontari) di scansionarle e metterle on line, come già fatto in precedenza. Appena possibile lo farò, anche se posso anticiparvi che contengono nei minimi dettagli ciò che ci è stato spiegato a grandi linee nella riunione e che io ho riassunto, un tanto al chilo, in questo post. Lo vedrete, prossimamente. Su questo schermo.

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mercoledì 29 giugno 2016

A'RVEDZE

All'età di 82 anni, ieri ci ha lasciato Angelo Gomba, marito di Palmina Cignetti, padre di Carla e del caro amico Claudio.

Questa sera, mercoledì 29, ci sarà il rosario in parrocchia alle ore 20.30. Domani pomeriggio ci sarà la funzione in chiesa alle ore 16.00.

Alla famiglia, ai parenti ed amici vanno le condoglianze di tutto il Comitato di Quartiere.

Ciao Angelo. A rivederci.

CHAPEAU

Fonte: GAZZETTA D'ALBA


Fa sempre piacere quando un proprio post viene ripreso dall'informazione, quella vera, professionale. 

Per la verità il testo dell'articolo non riguarda i problemi del nostro quartiere, l'unico accenno è la didascalia della foto; immagine anch'essa derivante dal nostro blog/profilo facebook.

Il post da cui è tratta era una specie di ironico accostamento tra la tattica usata dai Romani contro Annibale, il temporeggiamento, e la lungimiranza nel non avere fretta di riparare il lampione, già abbattuto qualche mese prima da un identico incidente.

Approfitto dell'occasione per ricordare i termini del problema: periodicamente la rotonda è teatro di incidenti dovuti molto probabilmente a una errata percezione della sua presenza. Chi arriva, questa è la nostra tesi, vede la strada oltre la rotonda, non percepisce alcuna discontinuità tra la strada che sta percorrendo e quella che vede in lontananza, e di conseguenza non si accorge che sta entrando in una rotonda (questo beninteso per il guidatore poco attento o in stato alterato). Noi pensiamo che si dovrebbe innanzitutto evidenziare meglio la presenza della rotatoria, magari con una differente illuminazione o dislocazione dei punti luce, e togliere la visuale della strada oltre la rotonda, con siepi o altra installazione. Se chi arriva non vede più la strada oltre la rotonda, magari si pone il problema di dove sta andando.

Il problema per gli abitanti del quartiere è la presenza delle tubazioni del metano a pochi metri dalla rotonda. Non si può escludere che prima o poi qualche veicolo lanciato a velocità folle possa per inerzia arrivarci sopra, causando danni non solo a sè stesso e alla strada.

Un'altra magagna che abbiamo anche segnalato è la presenza di alcune evidenti "pieghe" nell'asfalto della rotonda, specialmente in direzione verso Bra, dovute forse all'usura cagionata dal traffico pesante. Oltre a causare sobbalzi dei veicoli che le attraversano, sono fonte di una rumorosità che di notte è molto fastidiosa per gli abitanti della zona.


Dopo l'ultimo incidente, i resti di transenne e lampione sono stati pietosamente ricomposti, con una impostazione originale. Forse messi così, rendono effettivamente più visibile la presenza della rotonda. Se è proprio una composizione tesa ad ottenere questo risultato, cambiando proprio solo la disposizione, allora... tanto di cappello!


domenica 19 giugno 2016

LORO CI SONO

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo avviso che ci arriva dagli operatori del Consorzio Socio-Assistenziale



martedì 14 giugno 2016

QVINTO FABIO MASSIMO


Ennesimo incidente sulla rotonda di Corso Unità d’Italia.

Seguendo le tracce lasciate, si potrebbe dedurre che un veicolo proveniente da Bra abbia impattato ad alta velocità sul cordolo interno della rotonda, si sia alzato stile decollo Concorde sorvolando la siepe, sia ricaduto strisciando poi su prato verde e tombini vari, sia uscito dalla rotonda dalla parte verso Alba, abbia attraversato la corsia di marcia, sia risalito sul cordolo esterno della rotonda, centrando con un perfetto strike le transenne e i miseri resti del lampione abbattuto qualche mese fa, probabilmente con la stessa dinamica.

Dove si vede quanto sia stato lungimirante il non partire a spron battuto con il ripristino del punto luce. Adesso i lampioni contorti sarebbero due. Anche se datata, la tattica del temporeggiamento si è rivelata vincente.