martedì 8 novembre 2016

ULTIMO AVVISO


Ricordiamo agli amici di parrocchia e quartiere l'appuntamento di questa sera alle 20.40 nel salone parrocchiale di Piana Biglini, per la serata promozionale e seguente piccolo rinfresco. 

Nessun obbligo di acquisto, un omaggio per tutti, estrazione a sorte per l'assegnazione di tre premi, cibo e bevande al termine e la gratitudine di parrocchia e quartiere. Unica spesa, un'ora e mezza di tempo da sottrarre alla meditazione da divano.

Vi aspettiamo.

sabato 5 novembre 2016

... mi ricordo ... sì , mi ricordo ...

... la pioggia che scende da tre giorni, il sabato pomeriggio in macchina all'uscita della fabbrica, l'acqua che sale nel parcheggio e copre l'asfalto, le striscie, le aiuole. L'atmosfera grigia, plumbea, uno strano disagio, una sensazione, come un presagio sinistro. Il ritorno a casa, e alla fine della tangenziale un lago, che parte dal fiume e copre i campi, insidia la strada, si unisce ad un altro lago rinchiuso tra la strada e la ferrovia, sfiora di poco sopra la strada. Tutto è una distesa di acqua sporca, colore di terra e di sabbia, sull'asfalto solo un velo, ma da una parte e dall'altra puoi anche annegare. Dov'è finita la strada? L'acqua contende spazio all'asfalto, ma la leggera pendenza ti lascia vedere lontano il nastro grigio che prosegue diritto, sgombro davanti alla fabbrica del calcestruzzo. Avanti adagio, fendendo il velo d'acqua, fino all'asciutto, fino ad una sensazione di pericolo scampato, il confortante rifugio tra le mura di casa. E anche da qui, mentre osservi dal balcone questa pioggia che non smette, non vedi più campi, fossati, strade, ma un indistinto velo marrone che tutto copre e si muove,  ondeggiando. Si sentono rumori lontani, come di schianti e di tonfi, ma quasi indistinti, attutiti dallo scroscio della pioggia. Mi ricordo verso le dieci, la luce che si spegne e tutto che piomba nella notte più scura, case e strade buie, silenzio e rumori lontani, ovattati. Ricordo la pioggia che poco a poco si spegne e nell'oscurità totale, alla luce delle torce, una piccola ronda tra vicini di casa per esplorare nella notte quelle strade ora sgombre dall'acqua, un giro attorno al quartiere più per curiosare che per porre rimedi, ignari della tragedie che erano in corso più a valle di noi, dove il fiume stava spazzando tutto quello che trovava. Il mattino, quello stesso cielo scuro, quella stessa atmosfera grigia e plumbea del pomeriggio precedente, soltanto senza più quella pioggia incessante. Prima lo stupore, poi lo sgomento, infine la pena nel vedere, mano a mano che si avanza verso la città, il segno del passaggio del fiume. Dappertutto gente armata di pale che va verso le abitazioni più vicine al fiume, dove se ne vedono altri che già stanno spalando fango fuori da case e capannoni. La tangenziale con le sue barriere travolte, divelte; auto di vigili e carabinieri a bloccare l'accesso; gente, curiosi e soccorsi, su quello che prima era asfalto ed ora è un prolungamento del greto del fiume. E, dall'altra parte, quello che non sembra vero: automobili tra la melma, nei pioppi, appoggiate contro il fusto degli alberi, rovesciate da una forza che pare impossibile concepire. E dappertutto, continuamente, un rumore incessante, fastidioso, snervante di sirene di ambulanze, forze dell'ordine, allarmi. Su tutto elicotteri che partono e arrivano, in uno scenario da campo di battaglia, da apocalisse moderna.

Ho poche foto di quel disastro: ma è tutto nella memoria, e ogni tanto riaffiora, come in questi giorni di rievocazioni. Pareva una rude intromissione nelle tragedie degli altri quel volere scattare delle foto, fissare attimi di tragedia e disperazione; e forse lo era. Adesso sembra strano, ma in quei momenti percepivo una muta ostilità da parte di chi mi vedeva prendere foto, come se il rispetto mio verso la tragedia fosse minore del rispetto degli altri curiosi, di chi assisteva a quella scena soltanto guardandola, senza fissarla su una pellicola.

Ho spesso pensato a quelle vite troncate all'improvviso. Non ne conoscevo nessuno, ma ho provato ad immaginare quale potesse essere stato il loro pensiero, la loro reazione a un simile evento improvviso. A cosa avrei pensato, a come avrei reagito io se mi fossi trovato al posto loro. Sono pensieri che ti vengono in mente di fronte ad un fatto impensabile, enorme, che dopo un pò credi di avere scordato, ma che rimane nel tuo subconscio e si riaffaccia in visioni oniriche, anche a distanza di anni. Più o meno come quando sogni di dover scappare davanti a un pericolo che si avvicina, e nel sogno vorresti correre ma le tue gambe non si muovono. Quando l'eco di un fatto è così potente da colpire il tuo immaginario, allora rivive negli incubi, per molto tempo dopo l'evento. Così dopo aver visto gli arerei schiantarsi contro le torri, il subconscio disegna qualcosa che ci sovrasta, ci incombe, ci segue su ogni rifugio a cui vorremmo arrivare, nel vano tentativo di cercare scampo.

Mi ricordo, sì, mi ricordo, anche se il tempo che passa rende il ricordo un pò più sfocato. Due cose però sono nitide, ancora oggi indelebili nella memoria. Il senso di smarrimento davanti a quel lago, a quell'acqua che copre tutto e si congiunge con il cielo livido, impastando tutto in un triste grigiore.
E quel rumore di fondo fatto di sirene, di allarmi, di elicotteri, che diventa continuo, incombente, ossessionante.











venerdì 4 novembre 2016

IL SUPPLIZIO



Come ho già indicato in una serie di messaggi mandati a molti amici di questo profilo, abbiamo organizzato insieme alla parrocchia una serata promozionale di presentazione di prodotti, per autofinanziarci con il contributo che potremo ricevere.

E' un compito ingrato, quello di chiedere a degli amici di rinunciare ad un'ora e mezzo di fiction o di partita, per venire ad appisolarsi su una sedia, cullati dalla voce suadente di un promotore. E' un compito ingrato, ma qualcuno lo deve pur fare, se vogliamo rastrellare delle risorse per le nostre comuni attività.

Personalmente, tutte le volte che qualcuno organizza di queste occasioni e mi chiede di partecipare, lo faccio volentieri, anche pensando alla possibile reciprocità. E se non riesco a partecipare per impegni inderogabili, assolutamente faccio in modo di non dire di no per due volte di seguito, conoscendo e provando di persona il disagio, l’imbarazzo che si prova chiedendo ad un amico una cosa per la quale sai già che lui nutre una certa insofferenza.

C’è chi manifesta la sua sincerità dicendoti chiaramente che non ha alcuna intenzione di partecipare perché tanto non comprerebbe niente, e quindi è solo una perdita di tempo (anche se per la verità tu glie lo avevi chiesto come un favore personale). C’è chi arrossendo ti dice che verrebbe volentieri ma quella sera ha già un impegno, inderogabile (e qui c’è il beneficio del dubbio). C’è poi una piccolissima parte che accetta perché ha le tue stesse idee sulle possibili reciprocità, o che forse non vuole darti una delusione, o che magari è veramente interessato all’argomento della presentazione (pochissimi). Infine, ci sono le mosche bianche che hanno la mia stessa ritrosia a stare incollati al televisore per applaudire ventidue miliardari in brache corte che corrono dietro ad un pallone; e per i quali ogni occasione è buona per uscire di casa, specie quando c’è un dulcis in fundo.

Perciò cari amici vi capisco perfettamente se non verrete alla nostra serata. Non per niente ho sempre messo le mani avanti, dicendo non tanto “Conosci qualcuno che abbia voglia…” ma piuttosto “Conosci qualcuno a cui non dispiaccia troppo…”. Nessuno ve ne vorrà. Per gli altri, le mosche bianche che ci hanno assicurato la loro presenza, un grazie e un invito a non scappare via subito; dopo il supplizio… si mangia e si beve!

giovedì 27 ottobre 2016

SOLD OUT


Come previsto, siamo arrivati al tutto esaurito. Non ho tenuto un rigoroso calcolo di quanti siano stati i promemoria dedicati all’ampliamento del cimitero, nei cinque anni di richieste inoltrate all’Amministrazione; ma sono parecchi. Sicuramente è stato uno degli argomenti dell’incontro del 27 giugno 2015; e certamente l’ho inserito nell’elenco di necessità che ci hanno chiesto di presentare, in occasione della compilazione del piano triennale delle opere pubbliche, nel novembre 2015. C’è poi stata una interrogazione nel consiglio comunale del 30 luglio 2015 avente per oggetto, assieme ad altri, anche questo. Ma mi pare di ricordare che anche nei colloqui verbali, negli incontri o nelle assemblee, si fosse sempre messo in evidenza che ci si stava avvicinando a grandi passi verso la piena occupazione dei posti disponibili. 


Proprio oggi, accompagnando un caro amico alla sua ultima dimora, mi sono state chieste notizie sullo stato dell’ampliamento del nostro cimitero; visto che quello di oggi era l’ultimo posto disponibile. Se il non avere più posti fosse propedeutico a una mancanza di decessi, saremmo i primi a gioirne; ma temo purtroppo che non sarà così. Immagino che la prossima tumulazione avverrà, ben che vada, nel cimitero del Mussotto; ma temo che si dovrà andare in quello di Alba, da poco tempo ampliato.


Lanciamo perciò da queste colonne l’ennesimo appello a che si proceda presto a dotare le due frazioni (perchè poi il cimitero serve entrambe le frazioni, Piana Biglini e Scaparoni) di un congruo numero di posti. Ormai per evitare l’emergenza non siamo più a tempo, cerchiamo almeno di non prolungarla sine die ed evitare più possibile il disagio di tumulazioni provvisorie e di conseguenti, future traslazioni.

mercoledì 26 ottobre 2016

ARV 'DZE MAESTȒU


Immagino che ora starai già discorrendo di tutto con eȓ Prufesuȓ , dai massimi sistemi al sol dell’avvenire, dalla potatura delle barbere alle difficoltà del dopoguerra. E sottolineando con l’indice puntato l’importanza morale del racconto, quella indimenticabile storiella sulla condivisione delle due biciclette.

Sei stato una figura caratteristica e tutti ti abbiamo voluto bene, anche se a volte non eravamo d’accordo. Ma ti abbiamo sempre riconosciuto l’onestà intellettuale di dire quello che pensavi, senza la paura di apparire fuori dal coro, di non essere omologato. La coerenza è una cosa che ti fa sentire bene con te stesso, anche se tende alla solitudine; ma immagino che tu non te ne sia mai preoccupato più di tanto. Chissà se anche lassù ci sono delle rive da disboscare.

Con te se ne va un altro pezzo della Scaparoni che avevamo imparato a conoscere e ad amare. Ci mancherai.

Il rosario sarà recitato questa sera, mercoledì 26 ottobre, alle ore 20.30 in parrocchia a Scaparoni. I funerali di Sergio Olivero saranno celebrati domani 28 ottobre alle ore 15.00 in parrocchia a Scaparoni, partendo dall’abitazione alle ore 14.40.

Alla famiglia vanno le mie condoglianze e quelle di tutto il Comitato di Quartiere.

Ciao, Maestȓu. Arv’ dze.

lunedì 24 ottobre 2016

ERRATA CORRIGE



Devo fare ammenda per delle indicazioni inesatte che ho dato in un post di qualche tempo fa (https://www.facebook.com/notes/comi...).

Avevo capito una cosa, e invece a quanto pare ne era stata spiegata un’altra. Mi sembrava di avere capito, in risposta ad una mia domanda, che con la nuova impostazione della raccolta rifiuti, ad ogni utente, frazioni incluse, sarebbe stato consegnato un kit per agevolare la raccolta differenziata. Kit comprendente sacchi gialli semitrasparenti per la plastica, contenitore per le pile esauste, bidone bianco per la carta.

Non vedendoli ancora arrivare ho chiesto notizie all’assessore competente. E sono così venuto a sapere che in realtà nel kit non era compreso il bidone per la carta; perlomeno, non nei quartieri come il nostro dove la raccolta differenziata avviene ormai da diversi anni, ma solo in quei quartieri dove la raccolta differenziata entra in funzione solo adesso, come per esempio a Scaparoni. Dovremmo quindi ricevere i sacchi gialli semitrasparenti ed il contenitore per le pile, la cui raccolta semestrale tra l’altro è prevista da calendario per il 15 novembre.

Siccome preventivamente avevo chiesto ad alcuni residenti e a loro (come a me, peraltro) risultava che non fosse ancora arrivato niente, ho chiesto se era una procedura in atto che progressivamente avrebbe raggiunto tutti gli utenti. Mi è stato spiegato che le consegne erano già state effettuate; sono quindi stato pregato di indicare all’assessorato quanti e quali fossero gli utenti che non avevano ancora avuto il materiale, così da poter completare il lavoro.

Per ora mi è stato riferito che in strada Prati e in via Martini, genericamente, non erano ancora passati. Avrei bisogno della vostra collaborazione: fatemi sapere quali sono i residenti che non hanno ancora avuto il materiale, così che l’Amministrazione possa provvedere. Ma solo se vi mancano i sacchi gialli semitrasparenti per la plastica e il contenitore per le pile. Se non vi hanno consegnato solo il bidone bianco, state tranquilli: siete già a posto così.

(P.S. Ringrazio l’assessore per la disponibilità e anche per l’immagine di questo post che ho saccheggiato dal suo profilo)